lunedì 28 dicembre 2015

Visite guidate di Percorsi al Cimitero Monumentale di Milano, gennaio-marzo 2016

Programma visite guidate gennaio-marzo 2016


Venite a scoprire le bellezze nascoste di Milano attraverso passeggiate suggestive ed inconsuete! (pagina non aggiornata, si prega di guardare qui)



Domenica 28 febbraio, ore 14.30: Decò al Cimitero Monumentale
                  La sfrontatezza degli Anni Ruggenti nel Cimitero Meneghino


Sabato 12 marzo, ore 10.30:  Le donne di Milano
La storia di Milano fatta dalle donne

19 marzo, ore 10.30:
Il Cimitero Monumentale di Milano
Passeggiata tra i viali alberati di questo grande Museo a cielo aperto

Sabato 26 marzo, ore 10.30: Il Liberty al Monumentale
Evolversi di uno stile nella “Capitale Italiana del Liberty”



Visite condotte da Valeria Celsi, storica dell’arte e guida turistica abilitata, appassionata ed esperta di arte funeraria, ma anche della storia e delle leggende di Milano. Le visite hanno una durata di circa 2 ore. (a parte la visita generica che dura circa 3 ore) Per info sui costi e prenotazione obbligatoria scrivere a percorsi.arte.funeraria@gmail.com

venerdì 18 dicembre 2015

Il Cimitero di Palermo raccontato da Alternative Tours

Oggi vi presento un cimitero di cui si sa ancora ben poco, Il Cimitero Monumentale di Santa Maria di Gesu' a Palermo. Questa volta non sarò io a descrivervelo, ma lo farà Enrica Bruno, guida turistica della Regione Sicilia e ideatrice di un progetto culturale molto interessante, Alternative Tours Palermo, di cui vi parlerò in seguito.

"La Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, è stata fin dalle sue origini crocevia di popoli e culture diverse che hanno lasciato un’impronta indelebile sulle sue città. Meta privilegiata dai turisti per la bellezza della sua costa dalle acque cristalline, per la monumentalità dei suoi templi, per le prelibatezze della sua cucina, è anche diventata nel 2014 la seconda regione d’Italia con il maggiore appeal turistico per la bellezza storico-architettonica dei camposanti.
Il Cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù è il più antico della città di Palermo. Si trova in periferia, lontano dalla cinta muraria cittadina, nel quartiere di Villagrazia di Palermo, una delle zone ad altissima densità mafiosa. Eppure, da questo luogo, un tempo magico, con uno sforzo di fantasia si può immaginare la Conca d’Oro, l’immensa valle di alberi di limoni che coloravano d’oro questi lussureggianti giardini che profumavano di fiori di zagara e di agrumi. Non a caso, la via in cui si trova il cimitero porta il nome di Salita Belvedere perché da qui si godeva dello splendido panorama sull’intera Conca. Il cimitero si trova tutt’oggi in una posizione geografica privilegiata. E’ protetto dalle imponenti pareti del Monte Grifone e siglato a valle dalla sagoma del Monte Pellegrino.


Attraverso i suoi viali in salita non molto ampi e fiancheggiati dai sempreverdi cipressi, ci si rende conto di essere all’interno non solamente di un Cimitero ma di un vero e proprio complesso monumentale molto antico. Troviamo infatti, la Chiesa di Santa Maria di Gesù, il chiostro, un convento gestito tutt’oggi dall’ordine francescano e pregevoli testimonianze artistiche dal XIII agli inizi del XX secolo.


Il nucleo più antico del cimitero è recintato da una cancellata coronata dalla scritta in ferro battuto “haec est domus domini” che, facendoci quasi da promemoria, ci ricorda che stiamo entrando nella casa del signore.
Si arriva così alla parte più riservata e più bella del cimitero, quella che si sviluppa attorno alla chiesa come sua naturale espansione. Quando all'interno lo spazio per i seppellimenti di frati e nobili si esaurì, si decise di sfruttare il sagrato circostante. Il Comune ne ottenne il possesso nel 1878 quando intraprese i lavori di restauro e ampliamento portando al disegno attuale il cimitero monumentale.


L’interno della chiesa conserva le spoglie non del tutto corrotte di San Benedetto il Moro, patrono di Palermo insieme a Santa Rosalia.
Un frate africano patrono di Palermo? Esatto. Benedetto Manasseri nacque in un giorno imprecisato del 1524 in una famiglia di schiavi condotti dall'Africa a San Fratello, in provincia di Messina.
E molti resterebbero ancora più stupiti sapendo che era addetto ai lavori umili del convento e per giunta analfabeta. Tuttavia nei suoi 63 anni di vita fu consigliere di nobili e potenti, amico dei poveri e degli umili e seppe istruire nelle sacre scritture dotti e teologi.

La chiesa sorge a ridosso di un bosco, meta tutt’oggi prediletta per i ritiri spirituali dei frati, dove si trova l’albero più antico di Palermo, considerato addirittura uno degli alberi più vetusti di Italia. E’ un cipresso gigantesco che secondo la tradizione ha avuto origine dalla prodigiosa radicazione di un bastone che San Benedetto il Moro aveva infisso nel terreno accanto alla piccola casupola, oggi divenuta cappella, in cui egli visse e dove lo straordinario cipresso svetta tuttora maestoso.

E’ stato nei secoli luogo prediletto da viceré, principi e aristocratici siciliani che lo scelsero come ultimo rifugio. Una visita al suo interno è come aprire un libro, è come ripercorrere tutta la storia della Sicilia dal XIII al XX secolo. Per tale motivo è difatti anche stato definito un museo a cielo aperto in cui si susseguono tombe firmate dalle archistar del liberty del calibro dei Basile, dei Palazzotto, di Damiani Almeida, Ernesto Armò, Giuseppe Patricolo, scultori come Antonio Ugo, Mario Rutelli, Benedetto e Pasquale Civiletti, i De Lisi. Come se oggi chiamassimo Renzo Piano o Frank Gehry per la realizzazione delle nostre tombe.

Grandeggia fra tutte la cappella dei Florio, la più importante famiglia di imprenditori siciliani, conosciuti in tutto il mondo.
Fu Vincenzo, il grande fondatore della casa Florio, che si dedicò al commercio e promosse l’industria del tonno, del vino Marsala e commerci di ogni sorta. Non gli mancarono le onorificenze. Persino Vittorio Emanuele II Re d’Italia lo nominò Senatore del Regno nel 1864.
La realizzazione della loro cappella non poteva che essere affidata al grande Ernesto Basile che però, pensate, in quel momento era impegnato nella progettazione di Montecitorio. Il testimone passò così al non meno importante architetto Damiani Almeida nel 1869.
Degno di nota e “insegna” di Casa Florio è il leone in marmo bianco, simbolo comune nei sepolcri dei patriarchi.


Dal fondatore di uno dei più importanti quotidiani della Sicilia, Girolamo Ardizzone, alla cappella di Enrico Albanese, medico di Garibaldi, dai Lanza ai Chiaramonte fino alla maggior parte dei sindaci e poeti della città, il cimitero di Santa Maria di Gesù “narra” però anche una fetta importante della storia moderna.


Da nobili a gente anche di dubbia moralità quando si incontra la tomba di Stefano Bontate, storico boss della famiglia di Santa Maria di Gesù e ucciso nel 1981 dai Corleonesi e da Totò Riina all'inizio della seconda guerra di mafia.

Affascinante anche la storia che ha portato al seppellimento al cimitero di Palermo dell’americano Joseph O’Dell, condannato a morte dal governo statunitense nel 1997. A quel tempo scoppiò quasi un caso internazionale quando molti governi europei si opposero alla sua esecuzione dopo un processo con scarse prove indicative della sua colpevolezza. Il sindaco di Palermo dell’epoca, Leoluca Orlando, come simbolo della lotta alla pena di morte, gli concesse la cittadinanza onoraria e il trasferimento delle sue spoglie presso il Cimitero di Santa Maria di Gesù dove tutt'ora riposano sotto un epitaffio in doppia lingua italiano inglese.

A partire dal 1970 il convento e la chiesa subiscono un pessimo restauro. E anche il cimitero o quantomeno il paesaggio che lo circondava subiscono una affollata lottizzazione. Vengono costruiti squallidi e aridi viali in cemento e cappelle che sembrano quasi condomini di palazzi. Manca solo il citofono.
Esteticamente meno bella ma fondamentale per la storia di Palermo e dell’intera nazione, la cappella di Paolo Borsellino, magistrato ucciso nel terribile attentato di via D’Amelio del 19 luglio del 1992.
La storia di Palermo è anche storia dell’antimafia e seppur architettonicamente non sia uno dei capolavori del cimitero, ha un ovvio valore morale e spirituale per la mia città che ha avuto l’onore di dare i natali a persone come lui."




Alternative Tours Palermo nasce in un pomeriggio di primavera del 2015 dalla volontà di due storiche dell’arte, Enrica Bruno e Virginia Glorioso.
Il loro desiderio è quello di mostrare una parte della città che non si trova sulle guide turistiche e non fa parte dei circuiti tradizionali ufficiali.
Lo scopo è quello di offrire un nuovo punto di vista di Palermo, diverso e sconosciuto sia ai turisti che ai “nativi” spesso ignari dei tesori al di fuori degli itinerari più noti.
Alternative Tours Palermo propone percorsi che hanno come denominatore comune la volontà di svilupparsi in luoghi pubblici dove non è necessario pagare alcun biglietto di ingresso o chiedere il permesso ad alcuna istituzione. I loro tours avvengono sul suolo pubblico, in luoghi fruibili da tutti.

Si basano tutti sulla filosofia del “paghi quanto vuoi” in base al gradimento dell'esperienza trascorsa e delle risorse che si hanno a disposizione.

Alternative Tours Palermo offre quattro tipi diversi di itinerari.

1) STREET ART TOUR - 
2) CEMETERY TOUR - 
3) ISRAVELE - THE SANCTUARY OF THE HERMIT - 
4) ACCHIANATA -

Contatti:
alternativetourspalermo@gmail.com

+39 3381391870

Se vi dovesse capitare di passare da Palermo, una visita insieme ad Alternative Tours è d'obbligo! :-)


domenica 13 dicembre 2015

Il Ghosts tour a Milano di Percorsi...l'ORIGINALE!!

Ormai la visita guidata I misteri di Milano sta spopolando. Molti avete già partecipato al percorso serale e proprio per questo vorrei cominciare a ringraziare tutti per l'entusiasmo che mi state dimostrando.

Non una visita teatralizzata, ma un modo per ripercorrere la storia di Milano a partire da leggende funeree e da un punto di vista insolito. 

Visto che si stanno avvicinando le feste Natalizie, perchè non trasformare questa visita guidata in un regalo da trovare sotto l'albero? (qualcuno ha già avuto questa idea...) o come modo alternativo di festeggiare il vostro compleanno? 

Ho per Voi delle sorprese per il nuovo anno, chissà che non vengano creati altri percorsi a tema...

Intanto vi riporto la locandina dell'evento...


giovedì 10 dicembre 2015

Master Death Studies, Università di Padova

Oggi vi parlo di un Master, unico nel suo genere! Il Master  di primo livello Death Studies & the ed of life.

Giunto all'VIII edizione, è organizzato dall'Università di Padova ed affronta il tema della morte in modo inter-disciplinare, disponendosi come luogo di incontro di saperi e di competenze diverse per creare e diffondere conoscenza su questo aspetto importante dell'esistenza, ovvero lo spazio che sta tra la vita e ciò che le è ulteriore.

Tutte le info nelle immagini qui sotto o direttamente dal sito dell'Università

Perchè ve ne parlo? Oltre ad avere un piano di studi davvero interessante, anche io farò parte del progetto con un intervento sulla morte nell'arte!




martedì 17 novembre 2015

Ricordi d'infanzia

Ci sono luoghi che rimangono nel cuore e che difficilmente dimenticherai. Nel mio caso uno di essi è Valpiana, un piccolissimo paese nella provincia di Bergamo. Sono certa che nessuno di voi ne avrà mai sentito nominare: volete sapere perchè invece ho questo "privilegio"? Da quando sono piccola ho spesso trascorso parte delle mie vacanze estive nella casetta di montagna dei miei genitori: ormai sono anni che ciò non avviene più, ma almeno una volta all'anno sento la necessità di rivedere i luoghi che mi hanno visto crescere nelle caldi estati della mia infanzia, per salutare la tomba della gattina che ha vissuto con me per 17 anni e che riposa sotto a un pino piantato dopo il Natale di prima media, e per riassaporare l'atmosfera di un paese di montagna che può vantare la presenza di ben 2000 abitanti, insieme a Serina, di cui è frazione.

Una chiesa, un albergo con ristorante, un parco gioco per bambini e qualche colonia estiva: di fatto il paesino ha ben poco per attrarre i turisti, se non l'appagante vista dei monti delle Prealpi lombarde.
Passeggiare nei boschi, respirare l'aria di montagna che profuma di legna bruciata: un luogo lontano dal caos cittadino.

Ho molti ricordi di questo luogo; in particolar modo di due. In fondo al paese, sulla strada verso Oltre il Colle, l'ultima casa del paese ha sempre attirato la mia attenzione e fatto scatenare la mia fantasia. La casa delle streghe, così la chiamavo insieme a mia sorella: ogni volta che uscivamo a passeggiare ci divertivamo ad arrivare fino all'estremità del paese per vedere questa casa. Di fatto abitata, ma carica di un'atmosfera spettrale che ci ha sempre incuriosite e un pò spaventate. Pura suggestione, dal momento che i proprietari hanno sempre vissuto con tutta tranquillità il giardinetto della casa e non hanno mai avuto cenni di "squilibrio" o alcunché che potesse motivare il nostro nomignolo. Incassata nella montagna, con due fiancate totalmente rientranti nella roccia della montagna che la sovrasta, circondata da alti alberi che impediscono al sole di raggiungere le stanze interne nella maggior parte delle ore diurne. Per noi è sempre e sarà sempre la casa delle streghe, e ogni volta che ci passo davanti un sorriso mi appare sul viso. Quanta spensieratezza in quei momenti, e soprattutto ennesima dimostrazione che i racconti "particolari" mi hanno sempre affascinata, fin da piccola. Purtroppo non so se la casa è ancora abitata durante l'estate, ma dal buono stato del giardino e dei serramenti si nota una cura da parte di mani abituate a frequentare ancora l'edificio. 



L'altro luogo legato ai miei ricordi d'infanzia è una cappella votiva, collocata sempre sulla via principale: un piccolo altare e una pala raffigurante la Madonna adornano il vano quadrato, alle cui pareti sono appesi dei voti. 
Sotto al tetto è presente la scritta: O tu che vai contempla, ogni dolore con me diventa amore. Nulla di particolare fino ad ora: qualcosa però ha sempre attratto la mia attenzione. All'interno di due teche, coperte da un coperchio di metallo (recentemente restaurate), sono contenuti 4 teschi. Ogni volta che passavo, alzavo il coperchio per vedere se fossero ancora lì  (e dove mai sarebbero potuti andare...): un pò mi spaventavano, ma nello stesso tempo l'attrazione per il misterioso mi portava lì ogni volta. Fantasticavo, immaginavo nella mia mente un pò troppo fantasiosa che fossero appartenuti a qualche santo o a qualche defunto inumato in un possibile cimitero antico del luogo ora scomparso. Chissà... Ho fatto ricerche e non sono riuscita al momento a capire il motivo della presenza di questi resti umani, soprattutto sapere a chi appartenessero.

Spero prima o poi di dare una risposta al mio quesito...alla fine fin da piccola ho cominciato a farmi domande e a trovare spunto per ricerche in questo settore...



domenica 15 novembre 2015

Leggende funerarie in Val Trompia e Valle Sabbia

Ogni luogo si porta dietro leggende che, vere o false che siano, contribuiscono a renderne ancora più interessante la visita.
Ho trascorso il weekend in Val Trompia e per caso mi è capitato di venire a conoscenza di due leggende che mi hanno incuriosita. Cominciamo dalla prima...

La leggenda della Grapa (o Crapa) di Vaia



La cappelletta della Grapa (termine dialettale che indica teschio) di Vaia sorge nei pressi del Passo di Vaia, antico punto di transito fra la Val Sabbia, la Val Trompia e la Valcamonica. Il piccolo ricovero annesso alla cappelletta era usato come punto di riparo dai viandanti colti lassù dal maltempo o dalla stanchezza. All'interno dell'edicola, sotto un affresco raffigurante una Vergine col Bambino assieme a San Rocco e San Fermo, è conservato un teschio umano, "la grapa o crapa", oggetto di un'antica leggenda.
Un giorno, passando sulle rive del sottostante Lago di Vaia, un mandriano scorse un teschio che lo fissava dalle sue vuote orbite con un'espressione di supplica. Per nulla intenerito il pastore diede un calcio al cranio facendolo ruzzolare in acqua. Ripassando sul luogo il giorno successivo l'uomo si ritrovò di fronte quel teschio e ripeté il suo gesto poco rispettoso. Solo la terza volta che la scena si ripetè, un po' di timor di Dio scese nell'animo del montanaro che finalmente intuì di trovarsi di fronte ad un anima "confinata", una di quelle costrette a restare nei luoghi ove in vita avevano commesso peccato. Impietosito raccolse il teschio e poi, presso il Passo di Vaia, luogo di grande transito, costruì una cappelletta ove esporlo in modo che le preghiere dei tanti viandanti potessero liberare quell'anima dal castigo divino.


Altre fonti sostengono che in realtà molto probabilmente chi ha dato un contributo alla costruzione della cappella fu un uomo che proprio in quel luogo ebbe salva la vita.
La storia risale al periodo della Grande Guerra del 1915-18, quando il confine tra l’Austria e l’Italia era a Ponte Caffaro e molte persone acquistavano merci di contrabbando in Trentino perché il loro costo era minore. I contrabbandieri, viaggiando di notte per sfuggire al controllo della guardia di finanza che era distanza in paese, risalivano per Destrone-Brèe-Vaia, per poi ridiscendere in Valle Camonica dove potevano venderle. Uno di essi, giunto sul Monte Vaia, non trovando più la strada per la fitta nebbia, dopo avere girovagato a lungo, si trovò sul laghetto gelato. La sua paura fu grande e, temendo che lo spessore del ghiaccio si spezzasse al peso del suo corpo, pregò a lungo promettendo di costruire la santella in cambio della salvezza. A poco a poco la nebbia si diradò e poté trovare in tal modo la strada giusta per proseguire il cammino.

Se vi interessa ho trovato una favola per bambini inventata sulla leggenda della Crapa di Vaia. (pp. 44-47). Quale di queste sarà quella vera?

Storie misteriose popolano i racconti locali:ci spostiamo a Bagolino in Val Sabbia. Nella Chiesa di San Rocco si parla della presenza di una cripta contenente uno scolatoio per i corpi dei preti sepolti assisi su scranni di pietra. Pochissimi sono al corrente di questa leggenda, che forse non è poi così tanto finzione dal momento che esiste una porta murata visibile a tutti che il sacrestano sta vietando di far rimuovere a chiunque abbia espresso il desiderio di guardare cosa si trova all'interno di questa stanza nascosta. Come faccio a saperlo io? "Si dice il peccato non il peccatore!" :)

Ma a Bagolino esiste anche un'altra struttura singolare. La Santella delle povere anime. Fu eretta a memoria del luogo dove furono sepolte le numerose vittime della famosa peste del 1347. Interessante è l’affresco in cui San Rocco intercede per porre fine all’epidemia simboleggiata da fulmini scagliati da un Cristo- Zeus assiso tra le nuvole. In primo piano si può vedere la macabra scena del trasporto dei cadaveri degli appestati i quali, per rendere più sbrigativa l’operazione, venivano agganciati dal collo con uncini da macellaio.

La Santelle delle Povere anime di Bagolino


Suggestivo anche il Cimitero  uno dei primi costruiti dopo l'editto di Napoleone, già in funzione  nel 1810. Suggestive sono le cappelle di famiglia in stile neogotico affacciate sulla strada. All'interno vi è un notevole patrimonio di croci di ferro battuto, vera testimonianza di come a Bagolino si lavorava il ferro.

Il cimitero di Bagolino, foto da www.ecomuseovalledelcaffaro.it


Ma le stranezze di questo paese non sono finite: un ex voto recentemente trovato in una bancarella di antiquariato raffigura il paese devastato nel lontano 1779 da un grosso incendio che distrusse la città e causò la morte di 500 povere anime.

Ex voto, foto da www.vallesabbianews.it

martedì 3 novembre 2015

Visite guidate prima di Natale

Ben ritrovati Amici del blog!

Come vi avevo promesso, sono ritornata piena di iniziative ed eventi. Oggi vi voglio segnalare una cosa in particolare: ecco "fresco fresco" il calendario di visite guidate prima delle Festività Natalizie che ho elaborato per Percorsi d'arte funeraria!
Un modo per scoprire Milano attraverso leggende meno conosciute, visite in luoghi sconosciuti ai più, ma ugualmente suggestivi e ricchi di storia.




                      
Programma visite guidate Novembre- Dicembre 2015

Venite a scoprire le bellezze nascoste di Milano attraverso passeggiate suggestive ed inconsuete!

Sabato 7 novembre, ore 10.30: Milano misteriosa
Alla scoperta dei fantasmi e dei luoghi sinistri di Milano

Sabato 14 novembre ore 10.30: Il cimitero Monumentale di Milano
Passeggiate tra i viali alberati di questo grande Museo a cielo aperto

Sabato 21 novembre ore 10.30: Il liberty al Monumentale
Evoluzione di uno stile nel cimitero della “Capitale italiana del liberty”

Giovedì 26 novembre ore 14.00: San Bernardino alle Ossa e la Cripta delle cinque giornate di Milano

Luoghi sinistri nel centro di Milano

Sabato 28 novembre ore 22.00: I misteri di Milano
Leggende, fantasmi e stranezze di Milano

Domenica 29 novembre ore 15.30: Storia e arte al Monumentale
Per tutti i milanesi, e non solo, che non hanno mai visto il loro Monumentale 

Sabato 12 dicembre, ore 14.00: Il museo d’arte antica del Castello Sforzesco e
i monumenti funebri viscontei
leggende e stranezze in uno dei musei più importanti di Milano


Sabato 19 dicembre ore 10,30: Le donne di Milano al Monumentale

La storia di Milano fatta dalle donne


Visite condotte da Valeria Celsi, storica dell’arte e guida turistica abilitata, appassionata ed esperta di arte funeraria, ma anche della storia e delle leggende di Milano. Le visite hanno una durata di circa 2 ore. Per info sui costi e prenotazione obbligatoria scrivere a percorsi.arte.funeraria@gmail.com

Vi aspetto! :-)



mercoledì 28 ottobre 2015

Due parole per salutarvi e...

Ottobre sta finendo, oserei dire "finalmente"...
Un vortice di lavoro, eventi e diversi impegni mi hanno tenuta purtroppo lontano dal blog. Ora, dopo lunghe giornate in Expo o a spasso per le vie di Milano, tra turisti incuriositi e uomini d'affari affaccendati, finalmente sto cominciando a respirare dopo un mese a dir poco intenso.

Ho tanto da raccontarvi, per esempio che oltre al Convegno di Asce a Bucharest dello scorso settembre, ho partecipato a un altro congresso molto importante organizzato dall'Università di Bologna, ma qualche giorno fa sono intervenuta anche in un Workshop curato da Ama Cimiteri Capitolini, sempre con un intervento in ambito funerario...e vi devo anche raccontare del mio viaggio estivo in Algarve, ma soprattutto parlare dei miei due nuovi progetti Musa-Memorie Urbane di Storia e Arte e OneMemory Tours. Insomma, ho davvero tanto da dirvi...se avrete pazienza a breve ritornerò  con tanti nuovi pezzi funerari.

Intanto vi saluto e mi raccomando...non mangiate troppi dolcetti nella notte di Halloween! :-)


Per chi volesse partecipare a festeggiare Halloween con me, ecco il link di riferimento e le indicazioni per poter partecipare: Halloween con Percorsi d'arte Funeraria

sabato 12 settembre 2015

Necroturismo, al di là dei soliti itinerari!

I cimiteri da qualche anno a questa parte stanno diventando un argomento molto gettonato per ricercatori, fotografi, studiosi, amanti del macabro o delle stranezze in essi contenute: le pagine web sull'argomento sono sempre più numerose e oggi vi voglio presentare il sito Necroturismo, gestito dalla Dottoressa Sara Zugni, storica dell'arte, interessata fin dal periodo degli studi universitari a tutto cio' che definisce "funereo".

Ma veniamo al dunque: ho chiesto a Sara di raccontarmi del suo progetto e di come è nata la passione per questo genere di arte così particolare. 



"Cosa è Necroturismo?
E' un contenitore di ispirazioni per un'idea alternativa di viaggio e di scoperta. Non si tratta semplicemente di andare alla scoperta di opere di qualità all'interno di quelli che una letteratura ormai consolidata definisce musei all'aperto. Necroturismo vuole essere qualcosa di più per raccontare curiosità, stranezze e condividere quel fascino oscuro e senza tempo che l'idea di morte e di sepoltura generano in alcuni spiriti sensibili.
Non si può prescindere da un discorso estetico e culturale, ma ciò che ha fatto scattare la scintilla per avviare tutta questa complessa e impegnativa macchina sono il fascino di questi luoghi e una passione che mi ha sempre animato. Questo progetto nasce per proporre itinerari alternativi che rivelino tutti gli aspetti della morte interpretata dall’arte, con approfondimenti dedicati agli artisti e ai poeti cimiteriali, alla genesi dei cimiteri monumentali italiani ed europei. Necroturismo vuole semplicemente essere uno strumento per valorizzare e comunicare le iniziative, le attività finalizzate ad alimentare l'interesse verso questo straordinario patrimonio culturale e artistico. Quindi approfondimenti, ma anche condivisione delle proposte di visite guidate e di tutte quelle attività promosse dalle associazioni che si occupano di cimiteri.
( Nella sezione Visite Guidate infatti sono segnate anche i percorsi che organizzo :-) )

Una personale predisposizione
Visito cimiteri da quando ho 15 anni, sono sempre stata attratta da ciò che è oscuro, macabro, forse è per questo che adoro gli artisti Simbolisti più estremi, un nome su tutti Leon Spilliaert
Una naturale predisposizione che mi ha portato a dedicare la mia tesi di laurea alla Fantasmagoria, una forma di spettacolo inventata da Etienne-Gaspard Robertson alla fine del '700 e che etimologicamente significa: l'arte di far parlare i morti.

Edicola Isabella Casati al Monumentale di Milano


Quando è nata l'idea di necroturismo?
E' da quando ho 17-18 che sogno di scrivere un libro sui cimiteri. Ricordo benissimo un giorno in cui stavo leggendo un inserto del Sole 24Ore, forse ero al primo anno di università, avrò avuto 20 o 21 anni e lessi un bellissimo articolo su quello che il giornalismo definiva  " turismo necropolitano". Devo averlo ancora da qualche parte, c'erano delle immagini bellissime, rimasi folgorata.
Poi, tra studio e lavoro e tutti i libri che sono stati pubblicati negli anni proprio su questo argomento, ho messo da parte il progetto. Iniziando a lavorare in agenzia, e vivendo in prima persone il passaggio epocale dei contenuti dalla forma cartacea a quella web, ho compreso le potenzialità di questi nuovi strumenti. E allora un pomeriggio di delirio, probabilmente era un venerdì, ho guardato il responsabile dell'area web e gli ho detto "aiutami a fare un sito dedicato ai cimiteri". E lui "ok" ma ci vuole un bel naming...io ho pensato a quel turismo necropolitano, ma era troppo lungo e allora, presa dall'entusiasmo, gridai "chiamiamolo "necroturismo!"

La nascita e lo sviluppo
Così è nato e per un anno e mezzo ho creato contenuti senza comunicare a nessuno che fosse online questo progetto, niente pubblicità, niente pagina facebook perché prima volevo lavorarci per bene, inserire contenuti, studiare.
Poi ho visto che iniziavano ad arrivare commenti, il passo successivo è stata l'apertura della pagina Facebook e da lì si è aperto un nuovo mondo e ricevo e -mail da appassionati che mi danno suggerimenti, idee e mi sostengono in questo lavoro. Insomma si sta aprendo un mondo e questo mi rende molto felice."

Edicola Korner al Cimitero Monumentale di Milano


Spero che le parole di Sara vi abbiamo incuriosito! Troverete Necroturismo sia su Facebook che nella relativa pagina Facebook!
Sito: www.necroturismo.it
Facebook: Necroturismo- al di là dei soliti itinerari.

Io e Sara abbiamo molto in comune: percorso universitario, interesse per il mondo del turismo e della cultura, per non parlare dell'innata predisposizione a tematiche così singolari. Trovo che Necroturismo e Percorsi siano molto affini per finalità e contenuto, chissà se nel futuro avremo modo di collaborare attivamente insieme in progetti sempre nel mondo funerario...intanto ringrazio Sara per avere dato spazio tra le sue pagine alla segnalazione delle visite guidate che organizzo nei cimiteri. Se anche voi avete eventi ed iniziative da segnalare, Sara sarà ben felici di arricchire le pagine del Blog con le vostre iniziative.
Nel frattempo un grosso in bocca al lupo a Sara!! 

Crediti immagini: Necroturismo

martedì 1 settembre 2015

Salve, mi chiamo Flavia e vorrei parlare di Percorsi...

"Mi presento. Mi chiamo Flavia e sono una laureanda dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, del corso di Linguaggi dei Fumetti. Seguo con interesse la vostra pagina e vorrei inserire nel graphic novel che sto preparando per la mia tesi una vostra intervista..."

Febbraio 2015: sono a Budapest in vacanza per qualche giorno e tornando una sera in hotel trovo questo messaggio nella casella di posta della pagina di Percorsi su Facebbok. Non è la prima volta che mi capita di aiutare tesisti, o che vengo contattata per richieste particolari, ma questa mi ha davvero incuriosita. Comincio a parlare con Flavia, che mi racconta che sta per terminare i suoi studi universitari e che, dopo aver deciso l'argomento su cui impostare la tesi, si è imbattuta nella mia pagina, decidendo di creare un fumetto sulla mia storia e su come sia nata la mia passione per questo mondo così "particolare". L'idea mi è sembrata fin da subito molto carina e stimolante e per questo ho deciso di aiutare Flavia nel rispondere a tutte le sue domande, formulate per conoscermi meglio e per cercare di capire dettagli importanti della mia storia, utile per creare un racconto a fumetti proprio su di me. 
E che onore direi sapere che la mia vita e la mia attività abbia suscitato l'interesse di qualcuno tanto da farci un fumetto!

Siete curiosi? Bene, vi riporto alcune domande che Flavia mi fece...

Chi di voi si ricorda la foto di una torta a forma di teschio che avevo pubblicato? 


- Di dove sei originaria? Nel tuo blog racconti di un piccolo camposanto ai confini fra Toscana ed Emilia Romagna ma dici anche di vivere a Milano ora. 

Sono nata e cresciuta a Milano, anche se ho vissuto per un po’ a Lisbona per lavoro e sono da sempre stata abituata a viaggiare. Lavoro nel turismo e sono spesso all’estero, quindi mi considero un po’ una  “apolide”. Mia nonna era romagnola e fin da  piccola sono stata abituata ad andarla a trovare almeno una volta all’anno al cimitero ( è morta che io avevo solo 7 anni). Il mio legame con la Romagna è solo affettivo e per origini...oltre al fatto che fin da piccola ho trascorso ogni estate a Milano Marittima

- Come era fatto quel posto, riesci a descriverlo?

Piccolo cimitero di campagna su una collinetta, lapidi ai muri e tombe nei giardini centrali. I ricordi più marcati sono la tomba di famiglia sotto le arcate a fianco della chiesa, le botole per aprire il vano dove collocare le bare e la foto della signora sul muro di cinta che mi terrorizzava. Dimenticavo…il bacio sulla fotografia di miei nonni ( anche mio nonno riposa lì)

Io e i miei nonni


- La tua storia\mito\divinità preferita della cultura egizia, visto che mi hai detto che fin da piccola ti ha sempre affascinata l'antico Egitto.

Mi ha sempre interessato il rito della mummificazione e del passaggio all’oltretomba. Mi spaventava ma mi affascinava anche Anubi, divinità legata al mondo dei morti. Volevo fare archeologia per questo, poi ho scelto di fare Beni culturali, ma non è da escludersi che arrivi una seconda laurea…

- com'è stato fare la guida turistica al Cimitero Monumentale di Milano?
Chi è il turista tipo che viene a visitarlo?

E’ stata un’esperienza fantastica che mi ha cambiato e segnato: non avevo mai considerato di fare la guida turistica e sperimentarmi in questo mondo mi ha fatto capire che questo sarebbe stato il mio lavoro nel futuro. Tutto è nato da lì, i miei progetti in ambito cimiteriale, etc etc.. Ho avuto a che fare con diversi tipi di turisti, dal milanese che non ha mai messo piede al Monumentale, all’appassionato di arte. Il turista tipo comunque è donna, età media 40-50, desiderosa di conoscere nuovi aspetti della città in cui vive.

- Hai ricordo di un'esperienza bizzarra avuta con questo lavoro?

Niente di paranormale o di strano ad eccezioni di racconti che mi sono stati fatti dai guardiani su oggetti ritrovati dopo messe nere o simili. Mi aveva colpito molto la “giornata di formazione” dentro al crematorio di Lambrate con annessi racconti delle varie fasi di cremazione…

Ebbene si: questa sono io...vicino ad Anubi!


- Quando hai aperto il tuo blog e perchè? 

Nell’estate 2013, per poter scrivere testi che non avrei potute mettere sulla pagina di Facebook come primo motivo, ma anche per avere un canale di visibilità in più. Ma prima è arrivata la pagina Facebook, nell'aprile 2012


Facebook ti ha permesso di ampliare le tue conoscenze e avere scambi produttivi con altri appassionati di arte funeraria?

Certamente ho conosciuto tantissime persone che sono appassionate di arte funeraria. Per il momento però i progetti in cui sono stata coinvolta sono nati da miei contatti diretti e non derivati dalla rete ( ora qualcosa è cambiato, e un grosso progetto a cui sto lavorando è arrivato proprio dall'etere, ma di questo vi parlerò in seguito...)

- Ti è mai capitato di ricevere insulti, commenti sgradevoli o proposte strane su fb per l'attività della tua pagina?

Insulti diretti no, credo che se una persona non è interessata all’argomento non consideri nemmeno la mia pagina. 
Sono stata presa in giro da una persona, una signora, moglie di un ragazzo con cui avevo progetti lavorativi in ballo ( ricerche su un cimitero in Sardegna) che ha scambiato la nostra attività per interesse personale e qualcosa di più. Ma di fronte alla gelosia immotivata non posso fare nulla e ho preferito continuare i miei progetti da sola chiudendo i ponti…

Alcune foto di tombe o stranezze che avevo pubblicato sulla pagina Facebook di Percorsi

- Il tuo interesse a cosa è rivolto? Vedo che posti sia foto di pezzi architettonici o decorativi legati a cimiteri, lapidi e chiese ma anche quadri che hanno come soggetto la morte. Cosa ti affascina e perchè?

Mi interessa principalmente l’aspetto storico artistico dei cimiteri, scoprire la storia di una persona o di una città partendo da una tomba. Ma mi interessa anche il concetto di morte, come è stato visto nel tempo e soprattutto nel mondo artistico. Quando ho tempo leggo libri a riguardo e sto creando una mia biblioteca personale sull’argomento,

- Che cosa sogni per il futuro della tua passione?

Ho tanti progetti e sogni: creare un'attività con la mia ex collega di servizio civile, riuscire a pubblicare alcuni libri per cui sto lavorando. Non da ultimo…essere riconosciuta come “esperta” in questo settore. Settimana prossima (febbraio 2015) terrò in un liceo a Piacenza un corso sulla storia nei cimiteri: credo che parte dei miei sogni si stiano realizzando e non posso che esserne felice.


Flavia ha sbirciato tra le pagine di Percorsi, ha cercato di conoscermi nel profondo, senza avermi mai vista, e nel giro di pochi mesi è riuscita a completare la sua tesi. Queste sono solo alcune delle vignette che compongono la parte del racconto su Percorsi di arte funeraria. Per vedere le altre?!?Ci sono progetti futuri grossi: riuscire a pubblicarla, magari troverete presto il racconto intero in libreria :-)!
Io e Flavia ormai siamo diventate amiche: ci siamo conosciute nello scorso luglio durante un caldo pomeriggio a Lisbona, città che ha scelto come dimora e dove io spesso vado a trascorrere le mie vacanze...

Flavia, ti auguro un grosso in bocca al lupo per il tuo progetto!! E grazie per questa bella esperienza!

La tesi finita! diventerà un libro? Speriamo di si...

Se volete sapere di più di Flavia vi consiglio di seguire i suoi lavori sulla pagina Facebook Flavia Barbera e sul blog .

Le foto che ho inserito nel testo fanno parte dell'elaborato di Flavia e sono state prese dalla sua pagina Facebook. Diritti delle foto: Flavia Barbera.

lunedì 24 agosto 2015

Il Cimitero di Cervia, un legame costante.

Ci sono luoghi che cominci ad apprezzare dopo determinate circostanze, e ci sono altrettanti posti che in un modo o nell'altro si cerca di evitare, pur non avendo un motivo concreto per questa avversione. Così per me è stato del Cimitero di Cervia: nessun brutto ricordo, ma la volontà di evitarlo e di girare lo sguardo dall'altra parte ogni volta che mi sono trovata davanti. Ma questo fino a non molti anni fa, quando tutto è cambiato...

Fin da piccola ho frequentato ogni estate Milano Marittima, ridente e affollata località sulla Riviera Romagnola, le cui origini si intrecciano in un certo modo con le mie. Il mio bisnonno la vide nascere dal lontano 1911, quando la Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia della quale facevano parte numerose famiglie milanesi, stipulò un accordo con l'Amministrazione Comunale di Cervia per la riqualificazione di una vasta zona lungo il litorale romagnolo, rimasta incolta e inutilizzata, con l'obbligo di fabbricarvi villini, parchi e giardini per creare così una nuova zona balneare. Questa fu denominata Milano Marittima, nome che fa capire il forte legame con la mia Milano. Anche il mio bisnonno successivamente entrò a far parte di questo gruppo di milanesotti , cosa che fin da piccola mi ha sempre fatto sentire importante! 

La mia famiglia, pur vivendo a Milano,  rimase sempre legata a questo luogo, tanto che mio nonno in tempo di guerra sfollò proprio a Cervia per andare ad insegnare matematica nella scuola del paese. Mio padre all'epoca era piccolissimo,  aveva solo 4 anni quando il terribile conflitto terminò e i suoi vaghi ricordi si legano inesorabilmente a Cervia: i bunker in spiaggia sotto la sabbia, i corpi dei tedeschi che venivano gettati in tutta fretta in grosse buche scavate addirittura nella piazza principale di Cervia, le passeggiate nella lussureggiante pineta. 



Ma non voglio annoiarvi: alla fine sono ricordi di famiglia che possono non interessare. Nei miei 32 anni di vita le estati sono trascorse per lo più a Cervia, luogo che considero ormai come la mia seconda casa. C'era solo un luogo che non mi ha mai interessato più di tanto: il cimitero, e sinceramente non so spiegarmi il motivo! qualche anno fa però qualcosa in me è cambiato, e spinta dalla curiosità di scoprire sempre più opere d'arte celate nei cimiteri, ci ho messo piede per la prima volta: come potevo non conoscere il cimitero di un luogo a me tanto caro, io "la regina dei cimiteri"!:-) Ormai per i numerosi impegni che occupano la mie giornate non è così immediato prendere la macchina e trascorrere il weekend a Cervia, ma ogni tanto me lo concedo e appena posso naturalmente vado a visitare anche il Cimitero di Cervia. Proprio come è successo settimana scorsa.

Il cimitero non ha una grossa rilevanza artistica: nel corso degli anni ha subito diversi ampliamenti, come l'ultimo progettato qualche anno fa, in cui la struttura si è "mangiata" parte della pineta che si sviluppava dietro alle murature di confine. Ma non preoccupatevi: la pineta di Cervia e Milano Marittima continua a essere il gioiello verde di queste località turistiche! Immerso nel verde e nella tranquillità: lontano dal caos cittadino, il forte profumo dei pini dopo un temporale estivo o la brezza marina che ne muove i rami mi trasmettono ogni volta pace e serenità: non tutti i cimiteri sanno trasmettere un senso di quiete come il Cimitero di Cervia, 

"La morte ci risveglierà dal sogno della vita" 


In questo cimitero c'è la tomba della mia famiglia, su cui si erge imponente un grosso crocifisso di bronzo, che ahimè avrebbe bisogno di una sistemata, ma ci sono anche alcune sepolture che ormai è una consuetudine andare ad osservare.
Il busto in bronzo di un signore barbuto mi guarda con supponenza non distante dalla tomba della mia famiglia: che eleganza e che portamento! Agostino Panzavolta si chiamava; chissà se il mio bisnonno mai ci parlò insieme...
C'è un delicato rilievo in gesso di un angelo che sconsolato porta al cielo l'effigie dei due defunti o il busto di un allegro giovanetto che indossa una giacca abbottonata fino al collo, o la tomba del tennista, su cui è posata una racchetta. C'è Gigino il marinaio che mostra fiero il suo bottino di pesca, o la coppia di sposi che vengono ritratti "inspiegabilmente" con in braccio un cucciolo di leone. Ma ci sono anche edicole dalle forme bizantineggianti, con forti rimandi alle splendide chiese bizantine della vicina Ravenna.

Gigino il Marinaio


C'è anche la piccola Marina che sorridente posa per una foto ricordo sulla spiaggia di Cervia, vestita con un delizioso costume alla marinaretta. Forse furono i genitori a scattarla questa foto in un momento allegro e spensierato di vacanza, proprio i genitori, che piansero la morte prematura del loro bene più prezioso...

Tutto per noi tu eri con te
tutto si spense resto il dolore
tesoro perduto sogno infranto
mentre gli angeli cantavano
sorella vieni a noi



A proposito delle guerra: esisteva anche il Cimitero Militare Tedesco, che ora non esiste più. Se volete sapere qualcosa in più, vi rimando all'album di foto che avevo pubblicato sulla pagina Facebook di Percorsi d'arte funeraria



Insomma, poche righe per dirvi e non mi stancherò mai di dirlo, che chi sa osservare con occhi differenti un cimitero, può dialogare col passato e conoscere vite di persone le cui memoria si è persa magari nel tempo!

A presto Amici di Percorsi!




venerdì 21 agosto 2015

L'estate sta finendo...e un anno se ne va!

Bentrovati Amici di Percorsi!

Siamo ormai negli ultimi giorni di agosto, chi è ancora in vacanza, chi ci è già andato, e chi purtroppo non ne ha avuto le possibilità. Le mie vacanze quest'anno sono state ridotte, sia per i numerosi impegni lavorativi, sia perchè le scadenze di consegne e collaborazioni varie in questi mesi estivi mi hanno impedito di allontanarmi troppo da Milano. Ma  sono riuscita a concedermi però 10 giorni in Portogallo, ormai un'abitudine consolidata: ho visitato l'Algarve, zona turistica e di mare, ma che riserva numerose "chicche funerarie" di cui non mancherò di raccontarvi nei prossimi giorni. 

Percorsi è rimasto sempre attivo! Anzi! Ho partecipato a luglio alla scenografica serata nella Certosa di Bologna Thauma, Special dies: un evento che mi ha colpito davvero tanto per la stranezza e il contesto in cui numerosi dj set si sono esibiti fino a notte fonda. Visitare un cimitero di notte in un'ambientazione del genere, non è da poco! 

Il 2 agosto ho partecipato alla Giornata dei Musei a cielo aperto al Monumentale di Milano, insieme all'Associazione Amici del Monumentale, col percorso "Cosa va di Moda al Monumentale ?": non per modestia (anzi, almeno questa volta concedetemela!), ma è stato un vero successo, sia perchè il mio nome è apparso su numerose testate importanti nazionali, tra cui il Corriere della Sera e Il Giorno, e la cosa mi ha fatto davvero piacere, sia perchè i consensi delle numerose persone che hanno partecipato all'iniziativa sono stati davvero gratificanti. E i complimenti al giorno d'oggi non fanno mai male, soprattutto da parte di chi vede la passione e l'impegno in quello che sto facendo! :-)

Un nuovo anno lavorativo sta per iniziare e i progetti sono davvero tanti: convegni, libri pronti ad uscire, progetti nuovi e tante tante sorprese, naturalmente tutte nell'ambito funerario, di cui non vedo l'ora di raccontarvi.
Un saluto a chi è ancora in vacanza e a settimana prossima per ricominciare con tanti nuovi interventi sul blog!

Teschio nelle acque del Chuuk Lagoon, foto da viaggi.nanopress.it





martedì 7 luglio 2015

Arte funeraria in Expo, possibile?!?

Se state pensando che il caldo raggiunto in questi giorni mi abbia dato alla testa vi state decisamente sbagliando! Expò 2015 giorno dopo giorno mi sta rivelando spunti inconsueti di riflessione: oltre alle tematiche sull'alimentazione, vero "core theme" dell'Esposizione Universale, tra un hamburger con carne di coccodrillo, di cui tanto si sta parlando per la sua imminente presenza nel Cluster di Cereali e Tuberi e padiglioni super tecnologici (adoro quello di Israele e degli Emirati Arabi), ho trovato in esposizione anche oggetti d'arte che riconducono appieno alla tematica dell'arte funeraria. 
Lo so che non mi state ancora credendo, affermazione giustamente quasi assurda, ma vi voglio subito far ricredere. Partiamo nel viaggio "artistico" all'interno di Expò 2015! Non solo opere attinenti al mondo funerario, ma anche sculture di celebri artisti che hanno avuto a che fare con l'ambito cimiteriale, opere meno note, ma rappresentative e significative che vale la pena ammirare...per una visita "inconsueta" di Expò2015.


Giunti da ovest con la metropolitana, sicuramente non potrete fare a meno di iniziare la visita dal Padiglione Zero, vero fulcro di Expo. Progettato da Michele de Lucchi, con la collaborazione dello scenografo Giancarlo Basili e Davide Rampello, le 12 sale espositive, in cui è divisa la struttura, rappresentano la storia dell'Umanità in rapporto col cibo, dalla nascita dell'agricoltura e dall'allevamento animale, fino ad arrivare al paradosso contemporaneo delle spreco mondiale di alimenti. (siamo circa 7 miliardi su questo pianeta, ma produciamo cibo per una popolazione di circa 12 miliardi persone...se questo non vi fa pensare, vi consiglio di fermarvi a riflettere un secondo davanti all'immensa montagna di cibo buttato via...) Sculture in resina a grandezza naturale degli animali allevati dall'uomo, strumenti utilizzati per la lavorazione dei campi o reperti archeologici di antiche civiltà usati per conservare gli alimenti...spunti per una visita "artistica", nonostante il tema sia prettamente alimentare, possono già essere percepiti in uno dei Padiglioni più rappresentativi di Expo2015.

Poco distante dal Padiglione Zero avrete modo di entrare all'interno del Padiglione del Regno del Bahrain. Al suo interno sono allestiti dieci diversi frutteti, contenenti alberi che daranno frutti in diversi periodi durante i sei mesi dell'Esposizione. Inoltre potrete trovare anche alcuni reperti archeologici che celebrano la millenaria tradizione dell'agricoltura e perpetuano i molti miti del Regno quale Giardino dell'Eden. Mondo agricolo...ma anche funerario! Tutti noi sappiamo che l'archeologia legata agli antichi popoli ci ha conservato reperti provenienti da tombe, grazie ai quali è stato possibile ricostruire intere culture. Se avrete voglia di visitare l'intero padiglione infatti, troverete in fondo alla sala una theca che mostra alcuni reperti archeologici, tra cui niente di meno che steli funerarie del periodo Thilos ( II secolo A.C.- III secolo D.C)
Raffiguranti la persona defunta ed eseguite con una pietra calcarea del luogo, venivano collocate vicino alle tombe o raccolte in una specie di recinto all'interno del cimitero. Nel Bahrain erano molto diffuse le steli di stile Nephesh, raffiguranti una semplice forma umana che evocava l'anima del defunto. Nel tempo vennero introdotte raffigurazioni più raffinate, con figure raffigurate frontalmente e con la mano destra alzata. Prima di uscire vi consiglio di assaggiare il gelato che troverete nel bar del padiglione: gusti poco comuni tra cui dattero, zafferano, e rosa (il mio preferito!!!). Tre gusti per la modica cifra di 3,5 euro! Per una visita anche del palato...



In questo grande hub internazionale che sarà Expo per sei mesi, c'è un filone che corre sotto traccia: quello dell'arte: tante opere sparse qua e là nei padiglioni e per il Decumano e il Cardo che fanno di Expò una sorta di Museo a cielo aperto! ( come i nostri adorati cimiteri monumentali). 

Un esercito di ventidue Arcimboldi vestiti di vino, pesce e verdure, un'armata del cibo realizzati dallo scenografo tre volte premio Oscar Dante Ferretti. Alte 3 metri e mezzo, le statue sono ispirate ai ritratti eseguiti dall'Arcimboldo durante il XVI secolo. E questi soldati hanno fatto il giro del mondo: da Tokio a Buenos Aires sono stati gli ambasciatori di Expo.





Lungo il Decumano troverete anche otto bancarelle giganti raffiguranti il mercato del pesce, della frutta, della carne, etc...eseguite sempre dall'artista Premio Oscar. Un tripudio di formaggi e frutta, tutti finti da sembrare veri ( una mia collega mi ha detto che una volta passando accanto al recinto dei maiali, nel mercato della carne, ha sentito l'odore di stalla...suggestione o progetto iperrealistico? Io non ho percepito nessun odore...voi avete sentito qualcosa? )




Una storia infinita quella della Quadriga di Francesco Messina, progettata per l'Esposizione Universale del 1942.
Il palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi all'Eur non venne mai realizzato per l'impossibilità di svolgere l'Esposizione per i noti fatti bellici. Esso prevedeva, quale relazione tra arte plastica e architettura, una Quadriga guidata da una Vittoria alata, alta sette metri e mezzo, posata su una mensola al centro del frontone. Del gruppo scultoreo si conoscono solo i quattro cavalli, modellati dall'artista in esemplari di diversa misura. Per il mancato compimento dell'opera, i grandi gessi rimasero presso l'autore fino alla fine degli anni Settanta, quando Giovanni Leone, amico personale dello scultore, li acquistò per ricavarne una fusione in bronzo curata dall'artista ed esposta su un verde prato nella sua villa sulla Cassia. Modellati con la naturalezza che contraddistingue la classicità di Messina, questi esemplari unici sono per la prima volta esposti al pubblico, voluti da Vittorio Sgarbi ad Expo,
Perchè vi parlo di quest'opera? Perchè Francesco Messina riposa al Cimitero Monumentale di Milano, luogo dove ha eseguito numerose opere, oltre alla scultura collocata sulla propria tomba.












lunedì 22 giugno 2015

Storie di paese...la galleria dei ritratti nel Cimitero di Cologno Monzese!

Signorina, aspetti un attimo,  mi sento apostrofare due secondi dopo aver scattato una foto alla tomba di un ragazzo, appena varcata la soglia di ingresso nel Cimitero Comunale di Cologno Monzese, cittadina alle porte di Milano, famosa per essere sede degli studi televisivi della Mediaset.
Ho il timore che la signora si sia indispettiva per quello che sto facendo, ma la sua aria sorridente che trapela sul volto mi fa capire che probabilmente il mio gesto non le ha dato poi così tanto fastidio. Ma io anticipo qualsiasi critica: Buongiorno, sono una ricercatrice, studio l'arte nei cimiteri, spero non le abbia dato fastidio il fatto se sto fotografando alcune tombe interessanti di questo cimitero...io sono di Milano!
La donna sorride...Ma si figuri, anzi, mi fa piacere, quella è la tomba di mio nipote...poverino, morì molto giovane, lo investirono...era uno studente modello, era il primo della classe e amava studiare. Purtroppo sua mamma non c'è più e ora sono l'unica a venirlo a trovare. Anzi, era ieri l'anniversario della sua morte, e io me ne sono dimentica... 
Ci fermiamo a parlare, la signora mi racconta che la scultura è stata eseguita da uno sculture famoso all'epoca (anni 50) a Cologno, a cui sono state commissionate numerose opere tra cui anche la Madonna in una chiesa vicina ( ma che io stupidamente non mi sono appuntata e ora non ne ricordo più il nome...). Doveva essere un bambino sorridente e allegro, così come sorride fiero ancora a chi passa a trovarlo, col libro dei compiti in mano e vestito elegante con tanto di cravatta e completo.


E' una giornata calda di fine maggio, è quasi mezzogiorno e devo tornare a Milano: saluto la signora e continuo la scoperta di questo piccolo cimitero che avevo già avuto modo di visitare di sfuggita qualche tempo prima, ma di cui posso approfondirne ora la conoscenza  dal momento che ho un'oretta di tempo libero.



Un cimitero senza grandi pretese: pianta rettangolare, con facciata senza dubbio edificata durante un ampliamento successivo alla fase iniziale dei lavori. Una cosa particolare colpisce però la mia attenzione: tra statue di madonne, lapidi standardizzate e vasi di fiori colmi ( eh si...per fortuna qua è ancora abitudine diffusa andare a pregare sulla tomba del proprio caro...) ci sono numerose statue più o meno recenti che raffigurano uomini vestiti di tutto punto con abiti che molto probabilmente hanno indossato in vita: frangenti di vita resi eterni nel bronzo e tesi a raffigurare individui che hanno voluto lasciare un ricordo di sè. Il brigadiere morto prematuramente, il signore elegante con al collo una medaglia aggiunta in seguito da un proprio caro, l'appassionato di ciclismo, il ragazzo tragicamente morto sulla propria moto, il giovane calciatore. Non tombe anonime, come la standardizzazione contemporanea delle sepolture ormai vuole, ma sculture che riportano i tratti somatici dei defunti: guardate le foto sulle lapidi, non sono forse state prese come modello per delineare i tratti del volto delle statue? Scultore che ci parlano di defunti e che ci fanno capire quando fosse importante per loro, ma anche per la famiglia, farsi ricordare dopo una morta prematura, dopo un tragico evento che ha segnato per sempre la vita dei cari rimasti a pregare. Interessata ai dettagli delle sculture, quale io sono, soprattutto le vesti e gli abiti scelti, il mia attenzione è stata attratta dal giovane uomo, appoggiato con la mano destra alla propria lapide, con pettinatura anni '70 (così come compare nella foto), ma anche dal ragazzo che indossa un giacchino alla moda, con tanto di colletto rialzato e capelli impomatati all'indietro.

Sculture che parlano da sole, ritratti di persone comuni le cui storie sono rimaste impresse nella comunità locale e che facilmente ritornano a galla ogni volta che si visita il camposanto. Un'usanza diffusa in una realtà più ristretta come quella di Cologno Monzese, difficilmente riscontrabile in una città come Milano, dove sono solo le persone famose e che sono salite agli onori di cronaca di cui ci si ricorda.

Vi ricordate il Cimitero di Seregno, anche lì le abitudini non erano poi tanto diverse!




 



 



Guardando il cimitero dal punto di vista artistico, pochissime statue artisticamente importanti.  A parte un rilievo di bronzo eseguito da Antonio Rescaldini, autore di numerose opere niente di meno che al Cimitero Monumentale di Milano, ho notato solo qualche lapide di marmo raffigurante colonne spezzate o donne oranti ai lati del sepolcro.

Il cimitero è facilmente raggiungibile coi mezzi: a lato della fermata della Metro, linea verde, fermata Cologno Centro...se doveste capitare da queste parti...vi invito a visitarlo!

Presto vi parlerò di una cripta sconosciuta ai più, ma mooolto importante!  :-)